Irezumi e Horimono

In Giappone erano due le parole che venivano usate per riferirsi al tatuaggio: una era Irezumi, l’altra era Horimono. La prima si riferiva al tatuaggio praticato come una sorta di “stemma” che distingueva i criminali dalla gente comune: questo spiega perché fosse molto in voga tra la putroppo famosa Yakuza, la mafia giapponese, come simbolo di appartenenza alla stessa, poiché si veniva reclutati nelle prigioni. Con la parola Horimono invece ci si riferiva al tatuaggio che gli uomini liberi si facevano fare solo per il gusto di essere tatuati. Per esempio: i “pompieri” dell’epoca si sottomettevano alla pratica del tatuaggio non per dimostrare il loro coraggio, ma per offrire un sacrificio agli spiriti malvagi del fuoco, così da potersene assicurare la loro benevolenza. Il soggetto da loro preferito era il drago, poiché non li proteggeva solo dal fuoco perché drago d’acqua, ma in quanto fosse drago di fuoco così da poter fungere da talismano anche contro se stesso. Verso il 1870 il tatuaggio penale venne abolito, e le parole Irezumi e Horimono pian piano assunsero lo stesso significato, ma l’imperatore Mejii, che lo vedeva come una pratica barbara lo abolì in tutto l’impero, e nel Giappone fu proibito tatuarsi per legge fino al 1948.

~ di fightordie su Novembre 10, 2008.

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